Alvito, Teatro comunale, 6 dicembre 2025
La Società Cominese di Storia Patria è sorta ufficialmente il 28 gennaio 2024 per iniziativa di un gruppo di persone native della Valle di Comino, cultrici di storia e vita culturale in genere, nell’intento di creare un ente che possa fungere da punto di riferimento alle sparse, ma pur ragguardevoli forze, individuali e collettive, che operano ai fini di una migliore e più approfondita conoscenza della storia della Valle e della realizzazione di attività culturali volte al miglioramento della sua vita civile nelsenso più lato del termine. Si intende dunque procedere verso una visione integrata della Valle, superando un’analisi frammentata sui singoli comuni e tenendo conto delle interrelazioni territoriali.
Studi storici sulla Valle, dunque, dall’antichità ai nostri giorni, ma anche iniziative volte alla tutela del territorio e alla valorizzazione delle realtà del suo patrimonio paesaggistico, archeologico, monumentale, artistico, letterario, musicale ecc., saranno promossi, o comunque valorizzati, in collaborazione con gli enti amministrativi locali e con le associazioni culturali esistenti, le strutture di formazione secondaria e universitaria.
Per quel che riguarda la promozione degli studi storici, muovendo da una preliminare ricognizione della letteratura esistente, si intenderebbe inizialmente procedere, come obiettivo immediato, a realizzare una storia demografica, economica, sociale amministrativa di tutti i comuni oggi appartenenti alla Valle dalla metà del Settecento ad oggi, senza trascurare i collegamenti con i comuni che, pur non facendo parte geograficamente di essa, come Arce, Arpino, Sora, Isola del Liri, Broccostella, furono tuttavia ad essa legati nel corso dell’età moderna dall’appartenenza al Ducato di Sora. Le fonti privilegiate sarebbero soprattutto i catasti, a partire da quello onciario di metà Settecento, che è stato già proficuamente utilizzato da Domenico Cedrone per i comuni di Gallinaro e San Donato e da Domenico Luciano per i comuni di Atina e Belmonte Castello, per poi seguire con quello murattiano e i successivi postunitari. Ma anche i registri parrocchiali, gli atti amministrativi e i verbali dei consigli degli enti locali, ove disponibili, potranno essere fonti primarie fondamentali per ricostruire, accompagnate da ogni tipo di fonte secondaria utile allo scopo, la storia di una popolazione vissuta attraverso gli ultimi secoli in una condizione di precarietà che solo a partire dalla seconda metà del Novecento ha raggiunto livelli e modi di vita, riservati in precedenza a ristretti ceti e gruppi privilegiati.
Per quel che riguarda la storia del territorio e la valorizzazione delle risorse del patrimonio culturale e paesaggistico occorre analogamente partire da una fase di documentazione, individuando le fonti per identificare e raccogliere in un quadro unitario le “risorse culturali”, tracce visibili delle trasformazioni territoriali (areali, lineari, puntuali); componenti tutte del patrimonio culturale materiale, a partire dai centri storici, dalla viabilità storica, dalle “vie d’acqua”, dalle emergenze architettoniche, archeologiche, storico-artistiche, senza dimenticare l’edilizia rurale storica (insediamenti sparsi e case isolate) e i “segni” minori come mulini, frantoi, fontane, edicole, cimiteri monumentali.
Una componente fondamentale, quasi identitaria della Valle di Comino è la presenza del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che include nei propri confini territori di ben sette comuni della Valle o ad essa contermini: Alvito, Campoli Appennino, Picinisco, San Biagio Saracinisco, San Donato Val di Comino, Settefrati e Vallerotonda. Lo straordinario valore paesaggistico e ambientale del Parco si dirama in tutta la Valle, con livelli qualitativi differenti ma tutti notevoli. Né va sottovalutato il ruolo economico che queste risorse hanno svolto e potrebbero svolgere in futuro, e la figura di Erminio Sipari, che non solo ha contribuito alla nascita del Parco, ma ha avuto un’influenza determinante anche sulla legislazione nazionale in materia.
Una ulteriore componente, non trascurabile del quadro delle risorse culturali, è poi l’esistenza di un ricchissimo patrimonio immateriale, a partire dai dialetti, dagli usi e costumi, dalle feste (sia quelle patronali che quelle legate al ciclo agricolo), dalla tradizione musicale e culinaria, tutti elementi a fortissimo rischio di estinzione (tranne la tradizione gastronomica). Un ultimo campo (ma non meno importante) è il censimento dei luoghi della memoria – archivi e biblioteche – sia pubblici che privati.
A tal fine si intende realizzare uno strumento di partecipazione, possibilmente una piattaforma telematica, attraverso il quale tutti i soggetti (soci, futuri soci, semplici simpatizzanti) possano segnalare gli ambiti di ricerca di rispettivo interesse e scambiarsi le informazioni. Si pensa in particolare alle “storie di famiglia”, agli archivi fotografici privati, a quella documentazione privata del tutto inedita ma comunque preziosa per la ricostruzione del contesto socio-economico-culturale della Valle di Comino.
Nello svolgimento dei compiti statutari la Società Cominese di Storia Patria punta a valorizzare al massimo le sinergie con tutte le altre associazioni culturali che in varia misura si occupano del territorio, auspicando una forte adesione da parte delle medesime all’iniziativa che si presenta.
Una imprescindibile base di partenza è il supporto delle istituzioni locali, comunali e sovracomunali, che si ritiene possano aderire e sostenere il progetto culturale della SCSP in ragione dell’obiettivo di valorizzazione territoriale su base culturale che essa si propone. Analogamente occorre stabilire rapporti di collaborazione con le Università prossime al bacino territoriale che ci interessa (soprattutto Cassino) e con le scuole secondarie di Sora e Cassino.
Infine è altresì rilevante il coinvolgimento e la partecipazione di soggetti che svolgono un ruolo nella vita economica della Valle (non solo): in primis la Camera di Commercio di Frosinone-Latina e gli Istituti di credito.
Tutte le attività della SCSP verranno diffuse attraverso i canali telematici e mediante l’organizzazione di un convegno annuale, durante il quale si possa dar conto dello stato di avanzamento del programma e dei risultati raggiunti.
Ovviamente la Società Cominese di Storia Patria valorizzerà attraverso conferenze, seminari, incontri di studio, dibattiti, ogni tipo di opera storica e culturale riguardante la Valle, anche se di autore esterno ai suoi confini.
